Paura del rifiuto? Come reagire ai NO (parte 2)

Paura del rifiuto? Come reagire ai NO (parte 2)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo cercato di capire il motivo per cui abbiamo paura del rifiuto e abbiamo scoperto le caratteristiche delle persone che lo soffrono di più e quelle di chi lo subisce di meno. In questa seconda parte andremo più in profondità e vedremo come prepararsi al meglio per accettare un rifiuto e come riprendersi al meglio dopo averne ricevuto uno.

Come per qualsiasi altra paura, il miglior modo per superare la paura del rifiuto consiste innanzitutto nel renderti conto che sei in grado di affrontarla. Sottoponiti a situazioni in cui c’è il rischio di essere rifiutati, iniziando da quelle che ti sembrano più tranquille, aumentando via via la difficoltà.

Devi abituarti a trovarti in situazioni in cui c’è il rischio di venire rifiutati, ma devi anche essere in grado di avere una reazione sana quando questo accade. Se non lo farai e continuerai a vedere un messaggio negativo in tutto questo e qualsiasi altro rifiuto continuerà a farti stare male come prima.

Il rifiuto spesso non è poi così terribile come ti immagini

Alcuni rifiuti sono particolarmente amari da ricevere. A volte però ci rendiamo conto che quando riceviamo un rifiuto la cosa non ci fa poi così male. Il tuo pensiero deve essere qualcosa del tipo “Ah ok. Suppongo che non voglia essere mio amico” piuttosto che “È una cosa orribile! Non credo di potercela fare.” Potresti anche renderti conto che l’altra persona inizia a sembrarti fastidiosa o indifferente e per questo motivo il tuo pensiero diventa “Se non vuole uscire con me allora neanche io voglio uscire con lui.

Alcuni modi per sentirsi meglio dopo un rifiuto

Sul lungo periodo, il rifiuto inizierà ad avere minore impatto su di te. Inoltre, durante ogni gradino del tuo processo di miglioramento, affronterai numerosi rifiuti senza troppi problemi.

In ogni caso, che tu ci sia abituato o no, ci sono comunque occasioni in cui un rifiuto fa comunque male e devi cercare di sentirti meglio in qualche modo. Ecco alcuni suggerimenti:

Datti del tempo per accusare il colpo

È assolutamente normale sentirsi un po’ giù dopo aver ricevuto un rifiuto. Non aiuta cercare di forzare te stesso a sentirti meglio o ripeterti che non dovresti preoccupartene più di tanto. Ovviamente non dovresti rimanere a piangere sul latte versato troppo a lungo e smettere di fare qualsiasi altra cosa per il dolore. A seconda di quanto ti ha fatto male il rifiuto, concediti qualcosa come qualche giorno o qualche settimana per riprenderti e poi reagisci per metterci una pietra sopra.

Nella maggior parte dei casi ti basterà un giorno o due. Con l’eccezione di alcuni eventi più traumatici.

La nostra mente è molto abile a superare l’accaduto per non soffrire troppo a lungo.

Ciò che scoprirai è che più esperienza avrai con il rifiuto, più in fretta ti riprenderai dopo averne ricevuto un altro. All’inizio ricevere un no ti abbatterà psicologicamente per alcuni giorni. Col tempo accuserai comunque il colpo, ma il momento critico passerà dopo neanche un giorno. In alcuni casi basteranno anche solo pochi minuti per farsene una ragione.

Applica i consigli della nonna per sentirti meglio

Concediti un po’ di tempo per accettare il dolore, ma inizia al più presto a cercare di risollevare il tuo umore. Ricorda che hai un sacco di altre belle cose nella tua vita. Vai a fare qualcosa di veramente divertente. Fai esercizio fisico. Parla a qualcuno di come ti senti e tira fuori tutto quello che hai dentro.

Cerca di capire cosa pensi e fattene una ragione

Questo è un punto essenziale. Quando vieni rifiutato non devi ricavarne un messaggio che distrugga la tua autostima. Bloccare sul nascere i tuoi pensieri irrealisticamente autocritici può aiutarti in questo. Va bene sentirsi male, ma cerca di evitare pensieri che possono farti sentire ancora peggio.

Una cosa su cui devi stare particolarmente attento è la spiegazione che ti dai sul motivo per cui sei stato rifiutato. Potresti accusare esclusivamente te stesso e generalizzare un particolare rifiuto nel fatto che non puoi piacere a nessuno e che non avrai mai la vita sociale che desideri.

Prenditi del tempo per cercare motivazioni più innocue. Per prima cosa, chiediti se hai effettivamente ricevuto un vero rifiuto o solo qualcosa che gli assomiglia. Magari qualcuno non ti ha risposto e tu hai subito pensato che si era offeso e che ti odia, mentre magari non era riuscito a pensare ad una risposta o semplicemente si era perso nei suoi pensieri. Ecco alcuni esempi:

  • Non mi ha voluto parlare perché non abbiamo molto in comune. Non si può andare a genio a chiunque. Magari con la prossima persona andrà meglio” invece di “Non mi ha voluto parlare perché faccio schifo. Non piaccio a nessuno.
  • Non mi ha invitato alla festa perché non ha il mio numero” invece che “Non mi ha invitato alla festa perché pensa che io sia noioso.
  • La nostra conversazione non è andata bene perché era evidentemente distratto dall’esame di domani” invece che “La nostra conversazione non è andata bene perché la gente pensa che io sia superficiale e non mi viene mai in mente niente da dire.
  • Non mi ha richiamato perché aveva capito che io fossi via per il week-end” invece che “Non mi ha richiamato perché mi odia.

Metti la cosa in prospettiva

A volte può anche aiutare fare un passo indietro e pensare a quanto effettivamente quel particolare rifiuto sia importante in un disegno più grande. Subito dopo aver ricevuto un no, potresti pensare “Era l’unica occasione che avevo per fare amici. Adesso che questo non è più possibile e sarò solo per anni” oppure “Pensavo fosse l’amico perfetto per me. La mia vita sociale non sarà la stessa senza di lui.” Se pensassi in maniera più realistica e vedessi le cose nella giusta prospettiva, potresti renderti conto che quel collega che non vuole esserti amico era solo uno dei tanti e che tra di voi non ci sono poi così tante cose in comune.

Considera anche altre possibilità

Il rifiuto è molto difficile da accettare se sei convinto che hai sprecato l’unica buona occasione che avevi. Idealmente, nel momento in cui vieni rifiutato, dovresti avere in ballo anche altre opportunità sociali. Questa consapevolezza ti permette di minimizzare parecchio l’impatto del singolo rifiuto. Convinciti che il recente episodio era solo un piccolo intoppo e che ci sono ancora un sacco di cose che puoi fare e che ti fanno sentire meglio.

Impara dall’esperienza

Pensa a quali insegnamenti puoi ricavare dal rifiuto che hai ricevuto.

Magari il dolore che stai provando ti darà informazioni utili per evitare gli stessi errori in futuro. Se riesci a individuare una gaffe che hai fatto, puoi anche capire che in realtà si tratta di un errore evitabile che ha causato il rifiuto, non una tua caratteristica personale.

Datti credito per aver avuto le palle di provarci

Stai affrontando attivamente i tuoi problemi. Stai facendo progressi. Sei stato capace di metterti in gioco. Non tutti sono in grado di fare questo. Renditi conto di quanto è importante ciò che stai facendo.

Ceca di ottenere feedback esterni se continui ad essere rifiutato e non ne capisci il motivo

Ad alcune persone sembra di venire costantemente rifiutate anche se continuano a provare e a correggere i propri sbagli, ma non riescono a capire il motivo. Se questo dovesse capitare a te, cerca un aiuto esterno. Magari ci sono alcuni aspetti a te oscuri e hai bisogno di una elemento esterno per individuarli. La cosa migliore è chiedere a qualcuno che sia in grado di osservarti di persona piuttosto che mettere un post su un forum del tipo “Non so cosa sto facendo di sbagliato.” L’ideale sarebbe un amico o un parente a cui ti senti libero di esprimere il tuo problema.

Firma Marco Lombardo

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